Sughero Corkpan

FAQ

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Corkpan

Quanto “dura” il sughero tostato?

Nel caso del sughero tostato ICB di qualità portoghese, non vi sono limiti alla durata del materiale.

Esistono impieghi in edilizia che risalgono al 1927 ancora perfettamente efficienti, di cui esiste documentazione.

Inoltre, l’impiego del sughero tostato come coibente di celle frigorifere industriali è stato assai diffuso fino a prima dell’avvento degli isolanti plastici. Dallo smantellamento di celle frigorifere dopo oltre 40 anni di utilizzo, sono stati recuperati i blocchi di sughero, poi sottoposti a test di prestazione.

Dopo 45 anni di utilizzo, il sughero CORKPAN risultava ancora avere il valore di conducibilità termica del primo giorno e quello attualmente dichiarato come valore lambda D, ovvero 0,039. Guarda il report del test.

Corkpan ha la Marcatura CE?

Il pannello di sughero Corkpan, essendo del tipo ICB (Insulated Cork Board) autoespanso e autocollato ha l’obbligo della Marcatura CE. La norma di riferimento è la UNI EN 13170: 2013, versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN 13170: 2012.

La norma specifica i requisiti per i pannelli utilizzati per l’isolamento termico degli edifici, ottenuti con sughero granulato, agglomerato senza aggiunta di leganti.

La norma descrive le caratteristiche di prodotto, inclusi i procedimenti di prova, le modalità di determinazione del valore λD di conducibilità termica.

A base del concetto di Marcatura CE vi è la dichiarazione del processo produttivo, che, dovendo rispettare quanto dichiarato, garantisce l’uniformità delle prestazioni del prodotto entro parametri statistici di variabilità definiti dalla Norma di riferimento.

Diversamente, ed è quello che succede per il sughero biondo, ogni produttore può cambiare il procedimento di produzione del pannello a proprio piacimento, compromettendo all’origine la validità, la ripetitività e l’uniformità delle prestazioni tra pannelli diversi.

Un altro requisito richiesto ai prodotti con Marcatura CE (da EN o da ETA) è la presentazione del DOP (Declaration of Performace), documento a valore legale, che riassume i valori prestazionali oggetto della marcatura CE.

Per saperne di più…

Il sughero biondo è marcato CE?

Il sughero biondo, non avendo una Normativa armonizzata di (EN) di riferimento, non ha obbligo di Marcatura CE.

Di fatto, però, l’Europa fornisce anche a chi non ha una Norma armonizzata di riferimento, di poter giungere alla Marcatura CE  attraverso il Benestare Tecnico Europeo (ETA) del prodotto. In questo modo, il produttore può immettere sul mercato un prodotto con caratteristiche minime garantite e un valore di conducibilità λD (lambda dichiarato), utilizzabile a pieno titolo ai fini del calcolo del lambda di progetto.

Nessun produttore/commerciante italiano ha seguito questa strada, che obbligherebbe, con valore legale, alla dichiarazione del processo di produzione, dovendo ammettere l’uso dei collanti e dovendo calcolare il lambda D, che sarebbe superiore a 0,050.

In italia, più semplicemente i produttori rilasciano una dichiarazione di conformità sotto forma di autocertificazione, che espone il progettista e la direzione lavori alla totale assunzione di responsabilità nei confronti dell’adozione di un prodotto senza Marcatura CE.

Cosa implica l’uso di un sughero senza Marcatura CE?

L’utilizzo di un sughero senza Marcatura CE espone il progettista e la direzione lavori alla totale assunzione di responsabilità nei confronti delle prestazioni del materiale, dal momento che i valori utilizzati per i calcoli di progetto non sono stati ottenuti secondo la metodologia statistica proposta dalla UNI EN 10456.

Inoltre, ciò significa che, a posteriori e in caso di contenzioso, qualora si riscontrasse che l’edificio non rispecchia le prestazioni previste in progetto, il valore potrebbe essere contestabile.

Come prevenire il problema

Scegliere solo sughero con Marcatura CE, ovvero quello tostato, e verificare che sia di provenienza portoghese, che offre le maggiori tutele per via delle certificazioni di parte terza di cui dispone.

Il sughero espanso contiene collanti aggiunti? e quello biondo?

Il processo termico di tostatura, utilizzato per ottenere i pannelli autoespansi e autocollati ICB, non necessita di alcuna aggiunta di collanti chimici/sintetici.

L’assenza di collanti è ampiamente documentato nella Norma EN13170, che definisce le linee guida per la Marcatura CE del sughero tostato, ed è verificato dalle certificazioni ANAB-ICEA e natureplus®.

Ne è dimostrazione pratica l’assoluta insensibilità all’acqua e la stabilità dimensionale a contatto con umidità-

Sughero biondo e collanti

Sebbene alcuni produttori dichiarino, a fronte di nessun documento ufficiale come la Marcatura CE, che i propri pannelli di sughero biondo siano esenti da collanti aggiunti, è bene sapere che l’unico modo per agglomerare granuli di sughero senza ricorrere al processo di tostatura, è quello di utilizzare collanti, tipicamente quelli utilizzati nel settore del legno per la produzione di impiallacciati e pannelli di truciolato.

Alcuni sostengono, che l’agglomerazione avviene per effetto del surriscaldamento prodotto dal preriscaldamento del granulo in forni microonde, che permetterebbe alla suberina di sciogliersi, come avviene nella produzione del sughero ICB tostato.

Lo studio dell’uso del microonde sul sughero risale ad alcuni decenni fa e fu avanzato nel settore dei tappi da vino con lo scopo di far asciugare i collanti in un tempo minore, evitando rischi di degenerazioni organiche.

La conferma dell’uso dei collanti si ha dalla lettura del Benestare Tecnico Europeo dell’unico produttore di sughero biondo ad avere ottenuto la Marcatura CE di prodotto e di cui si trovano gli estremi in questo approfondimento tecnico.

Scoprire l’inganno è a volte più facile del previsto ed le risposte stanno nella incoerenza della documentazione fornita da alcuni produttori o commercianti.

Capita ad esempio, analizzando gli ETA di sistemi cappotto (cosa ben diversa da ETA di prodotto per la Marcatura CE)  di alcuni “commercianti” che rimarchiano il prodotto di terzi, di scoprire i reali produttori dei pannelli, il cui nominativo è obbligatorio essere presente nel documento.

Basta navigare i siti di tali produttori che scoprire che loro stessi dichiarano l’uso di collanti in fase produttiva, a differenza di quanto dichiarato da chi lo stesso pannello lo compra, lo rimarca e lo rivende.

Cosa comporta la presenza dei collanti nel sughero?

La presenza di collanti aggiunti nel sughero biondo, indipendentemente dal tipo e dalla quantità, rende il pannello “bi-componente”, esponendolo a “movimenti”, dilatazioni e rigonfiamenti, in caso di umidità e acqua.

Inoltre, il collante nel tempo si “consuma”, compromettendo l’integrità del pannello stesso.

Per verificare la presenza dei collanti, è sufficiente lasciare un pannello all’aperto per qualche giorno. Molto probabilmente, il pannello si deformerà per effetto della presenza del collante.

Proprio per questo motivo, come riportato nell’approfondimento “Pannelli in sughero e tutele per i consumatori“, l’unico ETA sul sughero biondo disponibile, indica come da evitarsi l’uso dei pannelli di sughero biondo in condizioni di umidità, condizioni meteo avverse e pioggia.

Tali condizioni devono essere evitate anche in fase di stoccaggio del materiale. In fase di posa, è necessaria una quantità molto più elevata di collante e rasante per “fermare” il pannello al supporto.

Come si comporta il sughero tostato?

Con il sughero tostato ICB portoghese, totalmente esente da collanti, invece, è possibile stoccare il materiale all’aperto, posarlo anche in presenza di umidità e pioggia, lasciandolo addirittura faccia a vista.

Come viene prodotto il sughero ICB? e quello biondo?

La produzione del pannello ICB autoespanso e autocollato avviene attraverso un processo termico di tostatura, che, tramite l’aggiunta di vapore ad elevata temperatura, permette alla suberina di sciogliersi completamente rivestendo il granulo e fungendo da collante naturale tra granuli (auto-collato). Un altro effetto del processo di tostatura è l’aumento del volume dei granuli di circa il 30% (auto-espanso), che migliora sensibilmente le prestazioni coibenti.

Produzione del sughero biondo

L’origine dei pannelli di sughero biondo è un fenomeno abbastanza recente rispetto all’industrializzazione del sughero tostato ICB. La produzione di pannelli di sughero biondo si basa sull’impiego di una pressa a caldo, dello stesso tipo di quelle utilizzate per produrre pannelli di truciolato e per impiallacciare.

Il granulo di sughero, a volte proveniente dalle parti non utilizzare del sughero da tappo altre volte, direttamente triturato dalla corteccia senza neppure essere pre-bollito, viene mischiato a collanti e messo nella pressa.

I collanti utilizzati sono tipicamente di natura poliuretanica o ureica e rappresentano l’unico modo per agglomerare i granuli di sughero.

Nel caso in cui il pannello sia realizzato con sughero pre-bollito, parte della suberina viene persa in acqua durante la bollitura, e la restante parte non sarebbe in ogni caso sufficiente ad autocollare il blocco senza l’uso di colanti aggiunti.

Spesso, i produttori i sughero biondo dichiarano che i loro pannelli sono esenti da collanti, confidando sia nel fatto di NON avere una Marcatura CE in cui è dichiarato pubblicamente il processo di produzione, sia nel fatto che nessuno effettui dei test chimici.

Infatti, a meno di sapere esattamente che tipo di collante andare a ricercare e considerando che la quantità di collanti utilizzata è relativamente bassa, l’individuazione in fase di test risulta difficile.

Per scoprirne di più, ti rimandiamo alla FAQ “Il sughero tostato contiene collanti? e quello biondo”?

 

 

 

Cosa indica il valore λD (lambda dichiarato)?

Il parametro λ indica genericamente la conducibilità di un materiale, ovvero la sua capacità di far fluire, più o meno, il calore attraverso d se’. Più basso è questo valore, migliore è la capacità coibente di un materiale. Questo parametro è utile per il calcolo delle prestazioni coibenti invernali.

Il valore λD, detto Lambda Dichiarato, è il solo valore utilizzabile dai progettisti per il calcolo del Lambda di progetto, ottenuto secondo la metodologia statistica riportata nelle UNI EN 10456.

Determinazione del valore λD

Le modalità di determinazione del valore λD, da non confondersi con un generico valore λ , è definita nella Norma UNI EN ISO 10456, e la sua determinazione è inclusa nel percorso di certificazione ai fini della Marcatura CE del prodotto.

La norma nella parte finale consente di determinare il valore di lambda dichiarato a partire dal valori misurati nelle condizioni indicate. Il numero di prove minime è di tre.Il progettista ha quindi a disposizione dei valori di lambda dichiarato molto raffinati poiché sono frutto di misure di laboratorio rielaborate in modo statistico (e quindi peggiorate) per rappresentare il 90% della produzione;

Fidatevi solo del valore λD

Ogni altro valore λ, diverso da λD, non è frutto di una procedura di prova normata e di un procedimento statistico di “raffinamento” del dato. Per assurdo un qualunque valore lambda fornito, potrebbe essere il risultato di un’unica prova di laboratorio effettuato, senza rivestire alcun valore statistico, come previsto dalla normativa di riferimento UNI EN ISO 10456

Per poter calcolare il valore LABDA di PROGETTO è fondamentale partire da un valore LAMBDA DICHIARATO. Qualunque altro valore che non sia λD calcolato secondo la Norma EN 10456,può essere utilizzato dal progettista solo sotto la propria personale responsabilità.

Cosa succede all’estero

Disporre di un valore Lambda Dichiarato, calcolato secondo la Norma EN 10456,  talmente importante che in Francia un prodotto da isolamento che non presenti un valore Lambda Dichiarato, viene peggiorato del 50% del valore di prova.

 

Fonte: ANIT

Cosa significa che le prestazioni di Corkpan sono certificate?

Il processo di Marcatura CE per il sughero tostato, non impone la verifica periodica da parte di Enti Terzi, delegando al Controllo Qualità di fabbrica, la verifica della rispondenza delle prestazioni “reali” rispetto ai valori di riferimento derivanti dai test di caratterizzazione iniziale.

Valori certificati

Esiste però la possibilità di far certificare da Enti Terzi le prestazioni dei prodotti isolanti, al fine di fornire al progettista e al committente valori verificati periodicamente da Enti indipendenti.

Di tutti i produttori di sughero, l’unico che ha fatto ricorso alla Certificazione delle prestazioni del pannello da parte di un Ente Terzo è AMORIM, attraverso l’Ente Francese ACERMI.

Il valore di trasmittanza fornito da ACERMI è, quindi, l’unico ad essere Certificato, andando ben oltre i requisiti di tutela della Marcatura CE.

Scopri di più sul certificato ACERMI.

Il sughero isola quanto i materiali sintetici?

Il sughero, in generale, è caratterizzato da prestazioni invernali (conducibilità termica nominale) leggermente inferiori rispetto ai materiali di sintesi, compensabili con l’impiego di un maggior spessore di isolante. Al contrario, il sughero offre prestazioni estive assolutamente più efficaci, legate alla maggiore massa e al calore specifico più elevato.

Alcuni produttori di sughero millantano prestazioni di isolamento invernale pari o superiori a quelle degli isolanti plastici, dimenticandosi delle leggi fisiche che caratterizzano i singoli materiali.

Il sughero è un ottimo isolante per moltissimi motivi, che lo fanno preferire ad altri materiali, anche senza dover dichiarare il falso.

 

 

Corkpan può essere usato all’esterno senza intonaco?

I pannelli di sughero autoespanso autocollato Corkpan, a seguito del processo termico di tostatura, diventano insensibili agli eventi atmosferici. Pertanto, tutti i pannelli ICB CORKPAN possono essere impiegati in esterno, senza alcun problema.

per poter soddisfare ai requisiti di resistenza meccanica, tipici dei cappotti, è stata realizzata una versione particolare del pannello CORKPAN, denominata MD Facciata.

Tale pannello presenta una densità di circa 150km/m3 e viene levigato per garantire una superficie liscia ed omogenea.

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